(aggrappati ad un filo) corretto
Lì, su quel cornicione gli piace pensare sia il momento cool della sua giornata, il persiano bianco, si intende. Stiracchia il suo peloso quadrupedico essere con le zampe anteriori puntate avanti al suo muso verso ovest dove, finita la strada comincia il mare e sulla linea di esso si appoggia miracolosamente il sole mentre saluta il giorno, in questa periodo semicaldo di primavera. D’inverno le luci diverse non mutano l’atmosfera di quel momento, neanche la pioggia li interrompe; i due dirimpettai dietro la finestra con-vivono lo stesso rito.
La cena, le chiacchiere con Paola, i suoi occhi, le mani, le tenerezze con lei e l’amore o qualunque cosa succeda diventano ancor più preziose dopo quel momento personalmente zen; quell’istante lui, l’umano s’intende, lo considera vita vera lontano da quello che avviene prima, durante il giorno o la maggior parte di esso quando combatte in apnea contro una esistenza subìta. No, non è come si potrebbe pensare. Si non ha un lavoro particolarmente gratificante, ma ha un lavoro; non ha una compagna con la quale si è saggiamente accordato per evitare la solitudine, tutt’altro. Ha amici (a volte deludenti), interessi, pregi e difetti; l’unica cosa da cui spesso si sente oppresso è proprio il pianeta in cui accade tutto, compreso la vita, sua, di Paola e del persiano di fronte. Ci cammina in punta di piedi sulla sua vita, quasi girandogli intorno, l’ha sempre fatto e continuerà a farlo, non la sente sua se non in docili piccoli istanti; ha paura di scivolare da quel filo invisibile in quello che lui vede come un oceano nero pieno zeppo di squali a caccia di cibo. Questo è. Lui si sente cibo.
Sono i suoi pensieri aggrovigliati che salgono in quei momenti quasi beati sul balcone al fine del giorno ad aspettare il persiano bianco, pensieri dal quale non riesce a fuggire; forse non vuole, perché in fondo ha deciso di accettarla più o meno così come’è, a modo suo certo; l’unico modo in cui può attraversarla (la vita) senza cadere, aggrappandosi a momenti come questi. Aspettando il persiano bianco che dal suo cornicione si avventuri lungo i fili che uniscono i due palazzi attraversando la strada, attento ma sicuro, in un miracolo di grazia e precisione motoria, ed arrivi sul balcone a prendersi le sue carezze. D’altronde la vita è solo una questione di equilibrio.
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